Al via la mostra dell’artista TARSHITO: RITI AD ARTE: Invocare, Offrire, Attraversare, Manifestare, Trasmettere. Un percorso in cinque movimenti tra grandi Vasi, pittura, scultura, suono, parola, performance e silenzio, in cui l’arte incontra il rito e la dimensione del sacro.
Palazzo Ducale – Martina Franca, a cura di Anna D’Elia
La mostra è organizzata dalla Fondazione Tarshito, con il patrocinio del Comune di Martina Franca, Assessorato alle Attività Culturali e Spettacolo.
Inaugurazione 11 ottobre 2026 ore 18:00
DUE TEMPI DELLA MOSTRA
Riti ad Arte sarà visitabile nella sua configurazione completa dall’11 ottobre all’11 novembre 2026.
Dal 12 novembre 2026 al 6 gennaio 2027 resterà invece visitabile Invocazione, il nucleo iniziale del progetto: i sei Vasi monumentali nelle Sale Storiche Palazzo Ducale.
INVOCARE.
Nelle Sale Storiche di Palazzo Ducale il percorso prende avvio con Invocazione, sei grandi Vasi alti quasi tre metri, realizzati in Puglia con la collaborazione dei ceramisti Martinelli di Corato. Il Vaso, figura ricorrente nella ricerca di Tarshito, perde qui la funzione di semplice contenitore per diventare corpo aperto, ricettivo, capace di raccogliere e restituire energia. Mani, geografie, cortecce, foglie, uccelli, campanelli, pesci e forme in trasformazione costruiscono sei differenti invocazioni: alla relazione, alla Terra, alla natura, al suono, al movimento e alla possibilità di una trasformazione dell’essere umano. Durante l’apertura, il suono del Taiko di Alessio Mattera chiama il pubblico e accompagna il procedere da una sala all’altra. Tarshito assume il ruolo del Cantastorie: davanti alle opere offre parole brevi, immagini e racconti. Il suono annuncia, la parola accompagna, il silenzio apre lo spazio dell’ascolto.
OFFRIRE
Tra le grandi sale e gli ambienti successivi appare un Altare su cui tre pani portano impressi i nomi di Gandhi, Laozu e don Tonino Bello. Il pane, alimento essenziale e quotidiano, diventa dono e nutrimento simbolico. L’opera richiama un gesto antico e universale: condividere il pane significa condividere ciò che sostiene la vita. I nomi dei tre maestri affidano al pane un ulteriore nutrimento fatto di pensiero, presenza e testimonianza.
ATTRAVERSARE
Nel corridoio d’Avalos successive piccole sculture, dipinti e oggetti raccontano alcuni dei temi che attraversano da decenni la ricerca di Tarshito. Tartarughe che trasportano architetture e fiamme, pellegrinaggi, geografie senza confini, barche, case fiorite, cavalli e Guerrieri d’Amore, Vimana e strutture che mettono simbolicamente in relazione terra e cielo compongono un viaggio per frammenti. Alcune opere sono nate dall’incontro dell’artista con luoghi, artigiani e culture differenti. Il viaggio diventa così esperienza di relazione: un andare nel mondo per riconoscere, attraverso le differenze, ciò che appartiene alla stessa umanità.
MANIFESTARE
Dopo l’invocazione, il dono e il viaggio, il cammino conduce alla grande sala di UNIVERSUM, nella sala espositiva (già Museo delle Pianelle). Le pitture, realizzate a Bari da Tarshito insieme al suo team, costruiscono una vasta geografia visionaria. Pellegrinaggi, Animali Sacri, Alberi, Architetture fiorite, Ritualità, Vimana e Guerrieri d’Amore compongono i frammenti di un universo nel quale le separazioni geografiche si dissolvono. È la visione di una Terra senza confini, di una nuova umanità e di un nuovo mondo possibile.
TRASMETTERE
L’ultimo movimento si svolge nella sala multimediale. Il pubblico si ferma, prende posto e guarda insieme. Una grande teca accoglie il Villaggio della nuova umanità, composto da architetture bianche e nere che immaginano luoghi per un mondo ancora da costruire. Sul grande schermo, una sequenza di performance di Tarshito riporta l’attenzione al corpo e ai gesti elementari dell’esistenza. È qui che interviene la curatrice Anna D’Elia, le sue parole raccolgono e ricompongono l’esperienza appena vissuta, mettendo in relazione opere, gesti, immagini e presenze.
«Per me il rito nasce quando un gesto semplice acquista presenza. Mangiare, camminare, incontrare qualcuno, offrire qualcosa, ascoltare un suono possono diventare atti sacri. Con Riti ad Arte desidero accompagnare le persone in un cammino: prima invocare, poi offrire, attraversare e infine arrivare alla visione di un nuovo mondo possibile. Non vorrei che il pubblico guardasse semplicemente le mie opere. Vorrei che per un momento camminasse con me», ha dichiarato l’artista Tarshito.
«In un’epoca complessa come quella attuale, il messaggio che Tarshito porta a Martina Franca attraverso la sua arte è di straordinaria attualità e potenza. Il percorso ideato dall’artista e curato da Anna D’Elia ci invita a riscoprire il valore profondo della condivisione, dell’incontro con l’altro e del superamento dei confini geografici e mentali. Dalla sacralità quotidiana del pane impresso con i nomi dei grandi maestri all’universalità delle opere esposte, questa mostra offre ai cittadini e ai visitatori un cammino di riflessione profonda e di speranza verso un nuovo mondo possibile. Ringraziamo la Fondazione Tarshito per aver reso possibile questo viaggio artistico nel cuore della nostra città che abbiamo intrapreso con convinzione certi che cittadini, turisti e visitatori potranno vivere un’esperienza culturale di altissimo profilo», ha dichiarato l’Assessore alle Attività Culturali, Carlo Dilonardo.
Biografia Tarshito (Nicola Strippoli)
Tarshito (Nicola Strippoli, 1952) è artista e architetto. Dalla fine degli anni Settanta sviluppa una ricerca nella quale arte, spiritualità, viaggio e relazione costituiscono parti di uno stesso percorso. Nel corso di oltre quarant’anni ha lavorato con artisti, artigiani e comunità in numerosi Paesi, mettendo in relazione il proprio linguaggio contemporaneo con tecniche, materiali e tradizioni locali. Pittura, scultura, ceramica, tessuti, ricami, architetture, installazioni e performance diventano strumenti di incontro. Al centro della sua ricerca ricorrono figure e archetipi come il Vaso, il Pellegrinaggio, gli Animali Sacri, le Architetture fiorite, i Guerrieri d’Amore e i Vimana: immagini attraverso le quali Tarshito sviluppa una visione dell’arte come esperienza di relazione e possibilità di riconoscere l’unità dentro la molteplicità. Le sue opere sono state presentate in musei, istituzioni culturali e manifestazioni internazionali in Italia e all’estero.

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